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le mamme, il razzismo e altre bagatelle
post pubblicato in diario, il 23 aprile 2010


Buongiorno ai miei dieci lettori.

Oggi vi tedierò con una riflessione sorta ieri sera dall'udire e vedere alcune mamme di Adro, indignate per il gesto dell'imprenditore "paga-mensa".

Mi ha molto colpito perchè erano paradigmatiche di un razzismo inconsapevole, MOLTO più pericoloso di quello patente e volgare di alcuni ben noti personaggi. Se non altro perchè può essere non solo tollerato, ma anche abbracciato da persone semplici e ben intenzionate.

Una delle frasi, o meglio degli "schemi di frase" che mi ha colpito riguarda la dicotomia noi/loro, ovviamente applicata agli "stranieri".
Esempio di frase: "ci sono poche risorse, non bastano nemmeno per noi, figuriamoci per loro".

Riflettiamo: NOI chi? Noi italiani contrapposti a loro stranieri? Noi occidentali, loro "resto del mondo"? Noi lombardi, loro "altri"? Noi bergamaschi, loro bresciani (o viceversa)? noi cittadini, loro paesani? noi dellla periferia, loro del centro? Noi del mio condominio, loro i confinanti? Noi della nostra villetta, loro gli altri condomini? Dove spostiamo la demarcazione?

Inoltre: cosa ho in comune con gli altri appartenenti al "noi"? E con "loro"?
Ho più da spartire col mio (ipotetico) vicino di casa, bergamasco ignorante e arrogante, che bada solo ai suoi interessi e se ne frega dei vicini, o con la badante di mia madre, boliviana, che è persona squisita, attenta e disponibile? Ho più da condividere col "nostro" presidente del consiglio o con un Obama? Preferirei somigliare al sindaco di Adro o alla albanese Madre Teresa di Calcutta?

Altra amara riflessione: di fronte ad un gesto di generosità, alcune persone non sanno rispondere altro che "anche noi da maggio smetteremo di pagare, così l'imprenditore pagherà anche per noi".
Anche qui mi fermo a riflettere: il Vangelo si legge poco, altrimenti la parabola ei vignaioli dell'ultima ora farebbe uscir di chiesa queste brave mamme, attentissime al "senso di giustizia", ovviamente applicato agli "altri". D'altra parte è una delle più grandi contraddizioni del berlusconismo, inteso non come fenomeno politico, ma di costume (quello che continuerà a lungo, temo, dopo l'uscita di scena del piazzista di Arcore): impietosa e intransigente difesa dei miei diritti e della "giustizia" rispetto agli altri, molto meno in prima persona.
Queste brave mamme sono quelle che di fronte alla punizione di un loro bambino vanno a gridere dalle autorità, sia alla scuola elementare (per un rimbrotto a loro dire "ingiusto"), sia dai vigili (per una multa "troppo inflessibile"), e così via. Ma nei confronti degli "altri" esigono educativa inflessibilità. Persino quando a loro non costa nemmeno un centesimo!

Chiudo (che son stato fin troppo lungo) con una ipotesi: non è che questa divisione del mondo tra "noi" e "loro" in fondo non sia altro che la maschera della VERA divisione, ovvero tra ME e "gli altri"? Non sarà egocentrismo mascherato da "spirito di gruppo"? Egosimo spacciato per solidarietà (limitata al "mio" gruppo)???
In fondo sono contento si dia qualcosa ad uno dei "nostri" in quanto "mia appendice" psicologica, un prolungamento del mio "io".

Insomma, purtroppo "mala tempora currunt". Ma proprio per questo, per contrastare questo imbarbarimento,
Enjoy your life

P.S. = E buon 25 aprile!


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permalink | inviato da cacobil il 23/4/2010 alle 8:48 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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